La preoccupazione principale quando si ha a che fare con un neonato riguarda ovviamente l’igiene, soprattutto rispetto agli oggetti con cui entra in contatto e in particolar modo quelli che mette in bocca.
Sebbene alcuni genitori possano dimostrare dei comportamenti eccessivamente attenti e precisi a questo aspetto, la verità è che non c’è nulla di sbagliato nel prendere la questione in seria considerazione, perché nei neonati il sistema immunitario non è completamente sviluppato, in quanto fino a un istante prima della nascita era quello della mamma ad occuparsi di proteggere anche loro dal rischio di infezioni causate da virus e batteri. Gli esperti sono infatti concordi nel raccomandare di sterilizzare tutti gli oggetti usati dal bambino, almeno per i primi 6 mesi, tempo dopo il quale si saranno formate almeno le basi del suo sistema immunitario.
Quale scegliere?
Facile tracciare l’identikit del perfetto sterilizzatore, che deve:
- essere tanto capiente da poter eliminare il 99% dei batteri non solo della tettarella o del biberon, ma anche di molti oggetti dedicati al neonato (meglio se più oggetti contemporaneamente)
- essere poco ingombrante e leggero per poter essere super trasportabile nella borsa dove stanno anche gli altri prodotti fondamentali del neonato
- utilizzare un sistema di sterilizzazione naturale al 100% che richieda solo pochi istanti per essere portato a termine, così da non intralciare il già delicato equilibrio delle tante operazioni da svolgere per il bambino durante la giornata
- costare poco
Facile, no? 😀
Basta dare uno sguardo ai requisiti sopra per notare che alcuni di loro si contraddicono, e capire quindi che uno sterilizzatore così, semplicemente, non può esistere!
Di conseguenza l’acquisto migliore che potete fare è quello che meglio si adatta alle vostre necessità come ritmi e impegni di famiglia, spazio in casa e – ovviamente – budget!
Gli sterilizzatori per biberon (che poi potete usare anche per altri oggetti, magari assieme) variano per forma, dimensioni, velocità di sanificazione e ovviamente prezzo, ma la distinzione principale è tra quelli che lavorano a caldo e quelli che lavorano a freddo. Vediamo le differenze.
Sterilizzatori a vapore (a caldo)
La prima famiglia è l’evoluzione commerciale del rimedio che usavano le nonne, ossia quello di immergere per qualche minuti il biberon nell’acqua bollente di una pentola.
Il principio di sterilizzazione è l’alta temperatura, in questo caso declinata attraverso il vapore che viene generato dal riscaldamento dell’acqua contenuta nello sterilizzatore.
Sterilizzatori elettrici
Per compiere il processo, gli sterilizzatori per biberon elettrici impiegano un tempo che impiega di solito dai 5 ai 10 minuti, a seconda della potenza del dispositivo e in base anche alla sua capienza, che può consentire di eliminare i batteri anche da più oggetti contemporaneamente (biberon, tettarelle, altro), consentendo un gran risparmio di tempo. Va da sé che più il prodotto è capiente, più sarà ingombrante e relativamente pesante, il che influisce sulle possibilità di trasporto da un posto all’altro.
Non solo, perché se gli sterilizzatori a caldo svolgono anche funzioni da scaldabiberon, alcuni modelli possono anche scongelare e cuocere alcuni tipi di cibo. Una comodità in più che, assieme a display LCD che permettono di gestire facilmente le ulteriori funzioni, hanno anche un costo più elevato, con prezzi a partire dai 50 euro circa.
Sterilizzatori da Microonde
Se si vuole risparmiare all’osso, però, i modelli ci sono e partono da circa 20 euro. Si tratta banalmente di contenitori che si usano col forno a microonde, seguendo in pratica lo stesso sistema di una cottura al vapore, che quindi ne sterilizza il contenuto. Questi modelli sono estremamente portatili, perché occupano poco spazio, ma non sono autonomi in quanto hanno bisogno di un altro apparecchio per svolgere la loro funzione, perciò se andate in vacanza o a cena da altre persone assicuratevi prima che ci sia a disposizione un microonde da utilizzare.
I tempi di attesa possono essere persino più brevi di quelli offerti dagli sterilizzatori elettrici, ma tutto dipende ovviamente dalla potenza massima raggiungibile dal microonde in uso.
Sterilizzatori chimici (a freddo)
Completamente diverso il principio di funzionamento degli sterilizzatori chimici, che avviene appunto mediante delle sostanze disinfettanti (in gel, pastiglie o liquide).
In questo modo il processo di purificazione degli oggetti richiede più tempo (anche 1 ora o più) ma non c’è bisogno dell’energia elettrica, aspetto che rende questi sterilizzatori più versatili (potete usarli anche se andate a fare una gita in campagna o al mare, senza bisogno di prese della corrente) ma non necessariamente più economici (perché risparmierete sulla bolletta ma dovrete acquistare nuovi prodotti disinfettanti quando li avrete esauriti).
Per quanto riguarda le paure sull’uso di sostanze chimiche su oggetti che entrano a contatto con i neonati, bisogna dire che la stessa situazione si presenta anche quando ad esempio laviamo la frutta con l’amuchina o disinfettiamo il pavimento della stanza del piccolo con un prodotto specifico. Insomma, di norma non c’è nulla di cui allarmarsi perché si tratta di prodotti testati appositamente per evitare il rischio di reazioni allergiche o tossiche, l’importante è scegliere prodotti di marca sulla cui etichetta è riportata in chiaro la composizione chimica della sostanza e la sua idoneità all’uso.
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